Uno degli obiettivi “finali” della fisica è dall’inizio del Novecento l’unificazione della relatività generale con l’elettromagnetismo per dare vita a quella che è universalmente riconosciuta come “teoria del tutto”. Un target che hanno inseguito i fisici più noti, tra i quali ovviamente non poteva mancare Albert Einstein, e con lui Erwin Schroedinger. Ed è a questi due giganti della fisica che è dedicato il libro di Paul Halpern, professore di Fisica alla University of the Sciences di Filadelfia, “I dadi di Einstein e il gatto di Schroedinger” (Cortina, euro 27, pagine 338). Una scelta non casuale: i due fisici furono protagonisti di un robusto sodalizio scientifico. Einstein, è risaputo, non ha mai amato l’inevitabile deriva probabilistico-casuale intrapresa dalla fisica quantistica di cui pure lui era stato uno dei padri nobili. Un atteggiamento mirabilmente condensato in quella che resta una delle sue frasi più celebri: “Dio non gioca a dadi col mondo”. Continua a leggere
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