Jung e la sincronicità, un convegno a Pozzuoli

jung_01Convegno internazionale su Jung e la sincronicità sabato 29 ottobre 2016, ore 9.30-13.30, a Palazzo Serra di Cassano per iniziativa di Antonio Vitolo, col Patrocinio dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, dell’Associazione Italiana di Psicologia Analitica e della rivista “Tempo d’Analisi. Paradigmi junghiani comparati” (edizioni Ermes). I lavori sono incentrati nel tema “L’ideazione junghiana tra arti e scienze”, disseminato in una via di ricerca plurale.
In tempi di populismo e verticismo – scrive Antonio Vitolo nella presentazione del convegno – , di stravolgimento della vita e del pensiero dei singoli, tutti sormontati da una crisi economica globale, molti visibilmente ridotti a migranti in transito non turistico-non esente da terrore e semi di potenziale o reale terrorismo-, riflettere su una delle poche realtà che meritano la definizione di evento, parola ormai consunta, l’ideazione, è simile al meditare sul concepimento e la nascita di un bambino. In Siria, Afghanistan, Corea del Nord, Gaza, Europa occidentale, in Italia, a Napoli, i bambini non hanno vita facile. E tutelarne il diritto alla vita, alla crescita è giusto, necessario, laicamente sacro. Continua a leggere

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I DADI DI EINSTEIN E IL GATTO DI SCHROEDINGER di Paul Halpern

dadi-einsteinUno degli obiettivi “finali” della fisica  è dall’inizio del Novecento l’unificazione della relatività generale con l’elettromagnetismo per dare vita a quella che è universalmente riconosciuta come “teoria del tutto”. Un target che hanno inseguito i fisici più noti, tra i quali ovviamente non poteva mancare Albert Einstein, e con lui Erwin Schroedinger. Ed è a questi due giganti della fisica che è dedicato il libro di Paul Halpern, professore di Fisica alla University of the Sciences di Filadelfia, “I dadi di Einstein e il gatto di Schroedinger” (Cortina, euro 27, pagine 338). Una scelta non casuale: i due fisici furono protagonisti di un robusto sodalizio scientifico. Einstein, è risaputo, non ha mai amato l’inevitabile deriva probabilistico-casuale intrapresa dalla fisica quantistica di cui pure lui era stato uno dei padri nobili. Un atteggiamento mirabilmente condensato in quella che resta una delle sue frasi più celebri: “Dio non gioca a dadi col mondo”. Continua a leggere

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IL NOBEL PER LA FISICA AGLI SCOPRITORI DELLE FASI DI TRANSIZIONE DELLA MATERIA

E’ stato un Nobel atteso per anni, addirittura decenni, ma alla fine è arrivato. I premiati per la fisica sono David Thouless (83 anni), Duncan Haldane (65 anni) e Michael Kosterlitz (73 anni), inglesi, professori negli Stati Uniti. Fra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso hanno scoperto i meccanismi che regolano le fasi di transizione della materia da uno stato all’altro, gassoso liquido e solido, dando vita a stati “esotici” che consentono la superconduttività e la superfluidità. Una scoperta che potrebbe avere importanti sviluppi nella realizzazione di computer quantistici e di materiali di nuovissima concezione grazie alla capacità di proteggere da disturbi esterni le informazioni che corrono lungo i fili.

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JUNG E PAULI, IL CARTEGGIO ORIGINALE: L’INCONTRO TRA PSICHE E MATERIA

jungLa fine degli anni Venti non fu particolarmente felice per il premio Nobel austriaco Wolfgang Pauli, precoce quanto geniale fisico teorico, fra i padri della fisica quantistica. A ventisette anni perse la madre, suicida, un anno più tardi il padre si risposò con una giovanissima donna, sua coetanea, che Wolfgang chiamò sempre la “cattiva matrigna”. Lui stesso nel ’29 sposò una ballerina dalla quale divorziò l’anno seguente. Ce n’era abbastanza perché il nostro finisse per affogare i suoi tormenti nell’alcol e nella solitudine. Lo tenne a galla solo la sua sconfinata passione per la fisica che nel dicembre 1930 lo portò a teorizzare l’esistenza del neutrino, confermata solo 26 anni più tardi dagli esperimenti. Ma la fisica evidentemente non gli bastava. Pauli finì così per rivolgersi a Carl Gustav Jung per un sostegno psicologico. Lo psichiatra lo inviò inizialmente da una sua allieva, per poi avviare con lui un’analisi che si svolse dalla seconda metà del 1932 fin quasi alla fine del 1934. Da quest’incontro nascerà un sodalizio che sfocerà in un ricchissimo carteggio che durerà dal 1932 al 1957, un anno prima della prematura morte di Pauli e di cui ci dà conto il libro “Jung e Pauli. Il carteggio originale: l’incontro tra Psiche e Materia” edito da Moretti e Vitali (euro 30).
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LA NASCITA IMPERFETTA DELLE COSE di Guido Tonelli

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Sono passati circa quattro anni dalla notizia della scoperta del Bosone di Higgs, un passo avanti fondamentale per la comprensione della struttura dell’universo. Tutti sappiamo dell’importanza di questa particella, battezzata con enfasi eccessiva e poco scientifica “la particella di Dio”, ma quanti sanno dello sforzo sovrumano, in termini non solo finanziari ma anche di energie psicofisiche di centinaia di scienziati, per arrivare a questo risultato? Una risposta ci arriva dal libro di Guido Tonelli, “La nascita imperfetta delle cose” (Rizzoli, 336 pag., 19 euro). Guido Tonelli è uno dei padri di questa scoperta, avendo diretto l’esperimento Cms al Cern di Ginevra, in parallelo con l’esperimento Atlas affidato alla guida di Fabiola Gianotti, passata un anno e mezzo fa alla direzione del Cern. E’ lui a guidarci nel backstage di questo gigantesco progetto voluto dal Cern nei primi anni ’80 per dare la caccia all’inafferrabile Bosone di Higgs.

I vecchi acceleratori non avevano all’epoca potenza sufficiente ad ottenere collisioni in grado di produrre particelle “simili” all’allora solo ipotizzato Bosone di Higgs. Continua a leggere

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SCOPERTE LE ONDE GRAVITAZIONALI

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E così il buon vecchio Einstein ha avuto ragione ancora una volta. Più o meno un secolo fa aveva previsto l’esistenza delle onde gravitazionali come corollario della mirabile sintesi di spazio e tempo nella dimensione dello spazio-tempo, e qualche giorno fa è arrivata la conferma da parte dei due osservatori Usa negli stati di Washington e Lousiana del gruppo di ricerca “Ligo” al quale partecipano scienziati di tutto il mondo. Fra gli italiani c’è Alessandra Buonanno, da due anni direttrice del Max Plank Institute for Gravitational Physics di Potsdam e “principal investigator” nella ricerca “Ligo”.
Non è del resto la prima volta che la fisica teorica prevede con ampio anticipo fenomeni rispetto alle conferme della fisica sperimentale. Valga per tutti l’esempio del Bosone di Higgs, la cui esistenza era stata prevista dallo scienziato scozzese Higgs negli anni Sessanta e che da un anno ha trovato conferma nel laboratorio del Cern di Ginevra.
Fonte di queste onde gravitazionali registrate sulla Terra l’incontro di due giganteschi buchi neri che si sono attratti l’un l’altro fino a fondersi in un solo buco nero, producendo una deformazione dello spazio-tempo circostante e una conseguente serie di onde, appunto gravitazionali, che viaggiando alla velocità della luce, sono arrivate fino a noi dopo un miliardo di anni.

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IL CAMPO ANALITICO E LE SUE TRASFORMAZIONI di Antonino Ferro e Giuseppe Civitarese

IMG_0037 (2)Il campo nella teoria psicoanalitica è una nozione mutuata dalla fisica, a conferma dei legami che intercorrono, anche metodologicamente, fra le due discipline. Il campo elettrico indica un’area più o meno vasta in cui si manifestano forze generate da una carica. E’ la sua totalità dinamica che ha indotto Antonino Ferro (presidente della Società psicoanalitica italiana) e Giuseppe Civitarese, (anche lui psicoanalista della Spi) a riprendere la lezione bioniana e ricorrere a questa metafora per inquadrare il rapporto analista-paziente in un denso libro edito da Cortina e intitolato appunto “Il campo analitico e le sue trasformazioni” (182 pagine, 18 euro). L’intenzione, apertamente dichiarata, è di superare i classici concetti di transfert e controtransfert che vedono i due soggetti “di fronte, come due soggettività positive, pure, piene, separate, ciascuna in qualche modo del tutto “esterna” all’altra”. Continua a leggere

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