VITE NON VISSUTE – Esperienze in psicoanalisi di Thomas H. Ogden

Il cambiamento psicologico è l’obiettivo primo della terapia psicoanalitica per ogni terapeuta. Ma le strade che portano al traguardo sono molte, forse una per ogni analista. In “Vite vissute” (Cortina Editore, pag. 196, euro 19) lo statunitense Thomas Ogden, uno dei più noti psicoanalisti contemporanei, fa il punto sulla propria teoria partendo da un assunto: “La psicoanalisi non è una terapia della parola ma una terapia della conversazione. L’esperienza terapeutica non è parlare a una persona, ma con una persona. La conversazione pronunciata entra in risonanza con una conversazione inconscia, in cui le due persone stanno pensando insieme. Pensare insieme è l’altra caratteristica essenziale della psicoanalisi che ho in mente”. Ogden distingue tre tipi di pensiero: magico, onirico e trasformativo. Modalità che non sono da leggere in progressione diacronica, ma piuttosto in una convivenza sincronica.
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JUNG E NEUMANN – Psicologia analitica in esilio – Il carteggio 1933-1959

La casa editrice Moretti & Vitali continua a distinguersi per l’attenzione agli epistolari di Carl Gustav Jung. Dopo l’interessantissimo carteggio del padre della psicologia analitica con il Nobel per la fisica Pauli, è ora la volta di quello con uno dei suoi più illustri discepoli, Erich Neumann. Lo scambio epistolare copre un arco davvero notevole, dal 1933 al 1959, inclusivo dei periodi più bui mai attraversati dall’Europa, dall’ascesa al potere di Hitler, allo sterminio degli ebrei e alla seconda guerra mondiale.

La frequentazione personale tra Neumann e Jung è davvero brevissima: il giovane studioso ebreo, reduce da un percorso universitario molto ricco e articolato (prima letteratura, psicologia, storia dell’arte poi medicina, senza potersi laureare per via delle sopravvenute leggi razziali) scrive a Jung (ma questa lettera che dà inizio al carteggio è mancante) che l’11 settembre 1933 gli risponde all’indirizzo di Berlino: “Le ho fissato una seduta per martedì 3 ottobre alle 4 del pomeriggio”. Subito dopo Neumann si trasferisce con la famiglia a Zurigo per incontrare Jung. Il loro rapporto analitico va avanti poco più di sei mesi: il nazismo sta montando in Germania e Neumann capisce che per gli ebrei non è più tempo di indugiare. A febbraio del ’34 fa partire per la Palestina la moglie e il figlio, dove li raggiunge a maggio. Continua a leggere

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SE IL SOLE ESPLODE – L’enigma della schizofrenia di Christopher Bollas

bollasLa schizofrenia, tanto nella sua definizione quanto negli approcci terapeutici, sembra destinata a restare ancora a lungo un “buco nero” della mente: corto circuito dei  neuroni e dei relativi mediatori chimici, o crollo del Sé e della sua capacità relazionale con il mondo esterno? Le scuole di pensiero si dividono il più delle volte in misura drastica, da una parte la psichiatria di impostazione rigorosamente biologica e fautrice di un intervento terapeutico quasi sempre esclusivamente farmacologico, dall’altra la psicoanalisi che invece guarda ai farmaci con sospetto, giustificandone l’uso  al massimo come aiuto nelle situazioni più acute per favorire l’approccio al paziente.

Christofer Bollas è uno degli analisti contemporanei più noti: statunitense, membro della British Psychoanalytical Society, da cinquant’anni lavora pressoché esclusivamente con pazienti autistici e schizofrenici.  A settantaquattro anni ha deciso di fare il punto della situazione sulla sua attività terapeutica dando alle stampe “Se il sole esplode – L’enigma della schizofrenia” (pag. 184, euro 21) per i tipi di Raffaello Cortina, casa editrice tra le più attive nel campo dello psichico.

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Jung e la sincronicità, un convegno a Pozzuoli

jung_01Convegno internazionale su Jung e la sincronicità sabato 29 ottobre 2016, ore 9.30-13.30, a Palazzo Serra di Cassano per iniziativa di Antonio Vitolo, col Patrocinio dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, dell’Associazione Italiana di Psicologia Analitica e della rivista “Tempo d’Analisi. Paradigmi junghiani comparati” (edizioni Ermes). I lavori sono incentrati nel tema “L’ideazione junghiana tra arti e scienze”, disseminato in una via di ricerca plurale.
In tempi di populismo e verticismo – scrive Antonio Vitolo nella presentazione del convegno – , di stravolgimento della vita e del pensiero dei singoli, tutti sormontati da una crisi economica globale, molti visibilmente ridotti a migranti in transito non turistico-non esente da terrore e semi di potenziale o reale terrorismo-, riflettere su una delle poche realtà che meritano la definizione di evento, parola ormai consunta, l’ideazione, è simile al meditare sul concepimento e la nascita di un bambino. In Siria, Afghanistan, Corea del Nord, Gaza, Europa occidentale, in Italia, a Napoli, i bambini non hanno vita facile. E tutelarne il diritto alla vita, alla crescita è giusto, necessario, laicamente sacro. Continua a leggere

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I DADI DI EINSTEIN E IL GATTO DI SCHROEDINGER di Paul Halpern

dadi-einsteinUno degli obiettivi “finali” della fisica  è dall’inizio del Novecento l’unificazione della relatività generale con l’elettromagnetismo per dare vita a quella che è universalmente riconosciuta come “teoria del tutto”. Un target che hanno inseguito i fisici più noti, tra i quali ovviamente non poteva mancare Albert Einstein, e con lui Erwin Schroedinger. Ed è a questi due giganti della fisica che è dedicato il libro di Paul Halpern, professore di Fisica alla University of the Sciences di Filadelfia, “I dadi di Einstein e il gatto di Schroedinger” (Cortina, euro 27, pagine 338). Una scelta non casuale: i due fisici furono protagonisti di un robusto sodalizio scientifico. Einstein, è risaputo, non ha mai amato l’inevitabile deriva probabilistico-casuale intrapresa dalla fisica quantistica di cui pure lui era stato uno dei padri nobili. Un atteggiamento mirabilmente condensato in quella che resta una delle sue frasi più celebri: “Dio non gioca a dadi col mondo”. Continua a leggere

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IL NOBEL PER LA FISICA AGLI SCOPRITORI DELLE FASI DI TRANSIZIONE DELLA MATERIA

E’ stato un Nobel atteso per anni, addirittura decenni, ma alla fine è arrivato. I premiati per la fisica sono David Thouless (83 anni), Duncan Haldane (65 anni) e Michael Kosterlitz (73 anni), inglesi, professori negli Stati Uniti. Fra gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso hanno scoperto i meccanismi che regolano le fasi di transizione della materia da uno stato all’altro, gassoso liquido e solido, dando vita a stati “esotici” che consentono la superconduttività e la superfluidità. Una scoperta che potrebbe avere importanti sviluppi nella realizzazione di computer quantistici e di materiali di nuovissima concezione grazie alla capacità di proteggere da disturbi esterni le informazioni che corrono lungo i fili.

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JUNG E PAULI, IL CARTEGGIO ORIGINALE: L’INCONTRO TRA PSICHE E MATERIA

jungLa fine degli anni Venti non fu particolarmente felice per il premio Nobel austriaco Wolfgang Pauli, precoce quanto geniale fisico teorico, fra i padri della fisica quantistica. A ventisette anni perse la madre, suicida, un anno più tardi il padre si risposò con una giovanissima donna, sua coetanea, che Wolfgang chiamò sempre la “cattiva matrigna”. Lui stesso nel ’29 sposò una ballerina dalla quale divorziò l’anno seguente. Ce n’era abbastanza perché il nostro finisse per affogare i suoi tormenti nell’alcol e nella solitudine. Lo tenne a galla solo la sua sconfinata passione per la fisica che nel dicembre 1930 lo portò a teorizzare l’esistenza del neutrino, confermata solo 26 anni più tardi dagli esperimenti. Ma la fisica evidentemente non gli bastava. Pauli finì così per rivolgersi a Carl Gustav Jung per un sostegno psicologico. Lo psichiatra lo inviò inizialmente da una sua allieva, per poi avviare con lui un’analisi che si svolse dalla seconda metà del 1932 fin quasi alla fine del 1934. Da quest’incontro nascerà un sodalizio che sfocerà in un ricchissimo carteggio che durerà dal 1932 al 1957, un anno prima della prematura morte di Pauli e di cui ci dà conto il libro “Jung e Pauli. Il carteggio originale: l’incontro tra Psiche e Materia” edito da Moretti e Vitali (euro 30).
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