UN BUCO NERO SUPERINGORDO

E’ noto che i buchi neri divorano la materia che si avvicina al loro orizzonte degli eventi. Esiste a questo proposito la legge di Eddington che fissa un limite alla quantità di materia che un buco nero può inghiottire in un certo periodo di tempo. LID-568 supera questo limite di 40 volte, emettendo getti di gas incandescente a velocità di oltre 500 chilometri al secondo. A scoprire questo buco nero, collocato a una distanza enorme dalla Terra,  è stato il telescopio della Nasa James Webb. Il limite di Eddington prevede che la radiazione emessa da un buco nero corrisponda alla forza gravitazionale verso l’interno. Il buco nero in questione invece riesce a ingurgitare una quantità di massa molto maggiore di quella che la radiazione verso l’esterno gli consentirebbe. Gli scienziati che lo hanno studiato, ritengono che LID-568 si sia formato 1,5 miliardi di anni dopo il Big Bang. Un tempo estremamente breve rispetto alle dimensioni di questo buco supermassivo.

 

 

 

 

 

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LA LEGGE DEL DESIDERIO – Radici bibliche della psicoanalisi di Massimo Recalcati

A due anni di distanza dall’uscita de “La Legge della parola” Massimo Recalcati, psicoanalista lacaniano, riprende il suo percorso alla ricerca delle radici bibliche della psicoanalisi. Se la fonte della sua prima opera era stato il Vecchio Testamento, ora sono i quattro Vangeli ad essere scandagliati alla ricerca di un filo che dalla Bibbia ci conduca al pensiero psicoanalitico.  Nel libro precedente  era  la  Parola  ad essere la  chiave  in quanto strumento della Creazione ed elemento fondante della psicoanalisi, ora è il Desiderio a diventare la leva utile a scardinare la rigidità di una Legge mortificante e oppressiva. Continua a leggere

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I QUATTRO MONDI DELL’UOMO – Una nuova teoria dell’io di Joseph LeDoux

Da tempo gli scienziati, e in particolare i neurobiologi, sono  impegnati nel tentativo di definire come si formi la coscienza e dove risieda.  Un  movimento  di pensiero che  ha presentato e continua  a  presentare  posizioni  molto distanti:  si  va  dal  riduzionismo  più  esasperato  di Patrizia  Churchland  (che  si  definisce  neurofilosofa  e  che  riconduce  la  coscienza  ad  un’esclusiva  attività  neuronale) alle aperture alla psicologia di Antonio Damasio. Ci muoviamo in un milieu essenzialmente nordamericano che spesso vede come fumo negli occhi psicoanalisi e psicologia. Non mancano naturalmente tentativi di mediazione, ma l’impostazione di fondo resta poco orientata verso la dimensione umanistica, privilegiando invece l’aspetto “neuro”. Cortina Editore, sempre attenta a quanto c’è di nuovo nel mondo scientifico statunitense, pubblica “I quattro mondi dell’uomo – Una nuova teoria dell’io” di Joseph LeDoux (396 pagine, euro 26). Continua a leggere

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ADDIO A PETER HIGGS

E’ scomparso all’età di 94 anni Peter Higgs, lo scienziato passato alla storia della fisica grazie alla scoperta del bosone che porta il suo nome, il bosone di Higgs appunto. La particella è associata al campo di Higgs, e la sua esistenza consente alle altre particelle elementari di avere una massa. Senza questo bosone in pratica l’universo così com’è non esisterebbe: non a caso è stato subito ribattezzato il “bosone di Dio”. Higgs ebbe la sua geniale intuizione nel 1964, a soli 35 anni, ma ci sono voluti altri 46 anni per confermarne sperimentalmente l’esistenza, un traguardo raggiunto dal laboratorio del Cern di Ginevra, all’epoca e ancora oggi diretto dalla scienziata italiana Fabiola Gianotti.

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ESSERE O NON ESSERE UMANI di Bjorn Larsson

Riduzionismo scientifico vs complessità. Il testa a testa va avanti da decenni in una contrapposizione mai esaurita fra scienze esatte e scienze umane.  Contro il riduzionismo scende  in  campo ora Bjorn  Larsson,  scrittore  svedese di  romanzi d’avventura  con buona fortuna  in  Italia,  docente  di  letteratura  francese  all’università di Lund,  autore  per  Cortina  Editore  di  “Essere  o  non  essere  umani- ripensare l’uomo tra scienza e altri saperi” (436  pagg.,  euro  26). Larsson parte da un assunto ben preciso: l’uomo non è il prodotto esclusivo di un processo evoluzionistico che passa per i nostri geni. Mente e corpo sono entità distinte, e non si può assorbire la prima nel secondo.

Nel ripercorrere le tappe dell’evoluzione umana, Larsson pone l’accento sul passaggio dall’homo erectus e homo habilis all‘homo sapiens: il cambiamento è, ragionando sulla base di tempi evoluzionistici, piuttosto rapido, Continua a leggere

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RELATIVITA’ GENERALE di Susskind e Cabannes

La teoria della relatività (prima ristretta e poi generale) nasce tra il 1905 e il 1915: dieci anni durante i quali Albert Einstein  porta a termine  una vera e propria rivoluzione  nell’ambito  della  fisica.  Spazio  e  tempo  non  sono  più  elementi  distinti  ma  insieme  danno  vita  ad  un  campo,  il campo gravitazionale.  E di qui arriviamo ai risultati più eclatanti degli studi di Einstein: la deflessione dei raggi di luce che passano accanto a corpi massivi, l’anticipazione della struttura dei buchi neri, l’esistenza delle onde gravitazionali, osservate direttamente da LIGO solo nel 2015.        

Alla teoria di Einstein è dedicato il libro di Leonard Susskind, scienziato noto per l’elaborazione della teoria delle stringhe, e di André Cabannes, professore di matematica al MIT, “Relatività generale – il minimo indispensabile per fare della (buona) fisica” (Cortina Editore, 411 pagg., 29 euro) . Continua a leggere

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BUCHI BIANCHI di Carlo Rovelli

Carlo Rovelli, oltre ad essere uno degli scienziati italiani di fisica quantistica più brillanti, è anche un eccellente divulgatore. Le sue narrazioni sono sempre estremamente avvincenti.Non fa eccezione  l’ultimo  libro,”Buchi bianchi”edito da Adelphi (pp. 144, 14 euro): Rovelli ci guida con la chiarezza consentita da una materia estremamente  ostica attraverso la struttura di un buco nero. E fin qui nulla di nuovo: via via che si scende all’interno del buco la sua struttura si va stringendo come un cono rovesciato. Alla fine del viaggio o spazio si è completamente ristretto e qui arriva la sorpresa: la stella collassata nel buco nero come un pallone rimbalza e torna verso l’alto: <il buco bianco – ci dice Rovelli -è il modo in cui apparirebbe un buco nero se potessimo filmarlo e proiettare il film al contrario>. L’aspetto più sconcertante della teoria è che non stiamo parlando di un rimbalzo di particelle, qualunque esse siano. No, qui a rimbalzare sono insieme spazio e tempo, anzi la dimensione spazio-tempo, violando anche solo per un attimo le equazioni di Einstein. Continua a leggere

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UNA MANO COSMICA NELL’UNIVERSO

Crediti: NASA/SAO/NCSU/Borkowski et al.

Crediti: NASA/SAO/NCSU/Borkowski et al.

Sembra la radiografia di una mano, anzi più che sembrare è una vera e propria radiografia. Non di una mano ma di una stella collassata più o meno 1500 anni fa. Perché è una vera radiografia? Perché l’immagine, resa nota di recente, è il frutto del lavoro di due telescopi a raggi X, Chandra e Ixpe: l’ha resa pubblica l’agenzia spaziale americana (Nasa). In realtà la stella è stata scoperta nel 2001: si tratta di una stella di neutroni, una “pulsar” come vengono chiamate le stelle di neutroni rotanti con forti campi magnetici. Dal corpo celeste partono getti di di materia e antimateria che nel nostro caso hanno l’effetto di ossa viste in una radiografia.

 

 

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E’ SCOMPARSO LO PSICOLOGO ANALISTA ANTONIO VITOLO

Lutto nel mondo della psicoanalisi italiana: è mancato all’età di 77 anni Antonio Vitolo, psicologo analista junghiano fra i più eminenti. Napoletano, è stato fra i più attivi animatori della scuola partenopea. Per due mandati presidente dell’Associazione Italiana Psicologia Analitica, era poi passato al Cipa (Centro Italiano di Psicologia Analitica).
Profondo studioso di Jung, ne ha curato con Luigi Aurigemma le Opere per la Boringhieri. In Italia è stato il più attento interprete del pensiero di Neumann sul quale nel 1990 ha pubblicato per le Edizioni Borla “Un esilio impossibile. Neumann tra Freud e Jung”. Tra gli altri suoi libri “Menti eminenti in sogno”, “Nascita, morte, trasformazione”.  Nel 2012 ha fondato la rivista “Tempo d’analisi. Paradigmi junghiani comparati”, raffinata raccolta di saggi, appuntamento annuale mai mancato a dispetto delle difficoltà del settore dell’editoria.

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L’OMBELICO DEL SOGNO di Vittorio Lingiardi

“Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni”: la celebre frase, scritta da Shakespeare  tra  il 1610 e il 1611 nel quarto atto de “La Tempesta”, rende meglio di qualunque  altro  commento  quanto l’attività onirica  sia  fondante  per  la  nostra  stessa esistenza. 

Sui sogni sono stati scritti fiumi di inchiostro, a firma di psicologi, scrittori, neuroscienziati, artisti, ognuno con il suo punto di vista, spesso tutto e il contrario di tutto. Vittorio Lingiardi, psichiatra e psicoanalista, professore ordinario di Psicologia dinamica alla Sapienza di Roma, ha scelto un’altra strada, quella di raccontare come nella storia dell’umanità i sogni siano stati oggetto di innumerevoli quanto diverse interpretazioni. Ha visto così la luce “L’ombelico del sogno” (Einaudi, pag. 177, euro 12), titolo quanto mai evocativo: era Sigmund Freud a coniare l’espressione nel suo celebre “L’interpretazione dei sogni”: “Questo è allora l’ombelico del sogno, il punto in cui esso affonda nell’ignoto”.E sempre Freud consegnava ai posteri la frase certamente più significativa nella sua lapidarietà di tutta la sua immensa produzione letteraria: “L’interpretazione dei sogni è la via regia per la conoscenza dell’inconscio”. Continua a leggere

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