CERCARE MONDI di Guido Tonelli

Uno degli interrogativi più pressanti della fisica contemporanea riguarda la sorte del nostro universo. Fino a ieri le ipotesi prevalenti erano due: un’espansione continua sostenuta dall’energia oscura, che avrebbe portato a un sempre maggiore distanziamento fra i corpi celesti e a un progressivo, inesorabile raffreddamento con conseguente impossibilità di ogni forma di vita. Oppure un esaurirsi della spinta espansiva e un ritorno prepotente della forza di gravità che avrebbe fatto contrarre e accartocciare su se stesso l’intero universo, fino a implodere in un immenso fuoco d’artificio finale. Due ipotesi  estremamente lontane nel tempo, rilevanti più che altro sul piano della speculazione scientifica, tali da non creare preoccupazione per il futuro più o meno vicino dell’umanità. Ma gli scienziati hanno deciso di non farci dormire sonni tranquilli ed ecco dunque l’ultima ipotesi, conseguente alla scoperta del bosone di Higgs.

Il vuoto elettrodebole, l’impalcatura spaziale che regge l’universo, dipende da due parametri, come ci spiega lo scienziato Guido Tonelli nel suo ultimo libro “Cercare mondi” (Rizzoli, pag. 173, euro 17): la massa del quark top e quella del bosone di Higgs. Sulla base di questi parametri è stato costruito un grafico che va dalla zona verde, quella dell’assoluta, eterna stabilità alla zona rossa della totale instabilità che non permetterebbe all’universo di esistere. In mezzo una sottile zona gialla di confine. Ed è proprio in questa zona gialla di incertezza che si colloca il vuoto elettrodebole. Come dire: l’universo così com’è potrebbe durare milioni di anni o invece disintegrarsi in qualunque momento a causa di un evento catastrofico accaduto in una qualche lontana galassia.

Ma il libro di Tonelli non vuol essere improntato al catastrofismo di facile effetto. Con un sapiente dosaggio, lo scienziato alterna parti di piacevole divulgazione scientifica a pagine dedicate alla storia recentissima della ricerca internazionale. E ci racconta l’istante in cui si è formato l’universo così come lo vediamo oggi: il passaggio dal vuoto ricco di fluttuazioni quantistiche, una sorta di bollicine infinitesimali, al big bang. E’ un attimo, parliamo di un centesimo di miliardesimo di secondo, un flash, in cui una particella chiamata “inflatone” (potrebbe essere il bosone di Higgs) scatena l’inflazione dello spazio-tempo ad una velocità ben superiore a quella della luce. Già, perché la velocità della luce non può essere superata solo in presenza dello spazio-tempo definito, (il limite è di 300mila km. al secondo) ma qui è lo spazio-tempo a crescere e dilatarsi a dismisura. L’espansione porta a un raffreddamento dell’universo, la conseguenza è che i bosoni di Higgs interagiscono fra loro dando vita a un campo che pervade l’intero universo. Le particelle che interagiscono con il campo acquistano massa, si formano i primi protoni, nascono le molecole. La simmetria che aveva retto l’equilibrio nella fase iniziale dell’universo è rotta, l’interazione debole – ci spiega Tonelli – si separa da quella elettromagnetica. Si formano i primi protoni, gli elettroni acquistano quel po’ di massa sufficiente a legarsi ai protoni. Nascono così i primi atomi, le molecole e le nubi di gas primordiali e via via stelle, galassie, pianeti.

Ma nel libro c’è’ anche spazio per il rapporto fra scienza e religione, per alcuni cenni sui buchi neri e per il racconto degli ultimi esperimenti portati a termine negli ultimissimi anni. Nel complesso, un libro molto agile, scorrevole, eccellente per chi voglia accostarsi senza difficoltà al mondo terribilmente complesso dell’astrofisica.

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