LA QUARTA DIMENSIONE di Rudy Rucker

Prendete un po’ di elementi di untitledDimensione non è un libro di intrattenimento, tutt’altro. Siamo sempre in casa Adelphi (287 pag., 13 euro) e dunque in un ambito tecnicamente molto rigoroso. E poi Rucker è un matematico: statunitense, 65 anni, ha spesso coniugato il suo bagaglio tecnico con la fantascienza, dando vita a fortunati romanzi.
Anche questa volta il tessuto del libro è fortemente ancorato al suo background scientifico, di cui si serve per esplorare lo spazio quadridimensionale. Né più né meno del resto di quanto fanno eminenti scienziati propugnatori della teoria delle stringhe, che arrivano a proporci universi a dieci dimensioni.
Rucker si diverte a giocare con le geometrie non euclidee, accompagnando le proprie acrobazie spazio-temporali con brani tratti da scritti di autori visionari a cavallo fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, e in particolare da un racconto fantastico del 1884, “Flatlandia” (in italiano, Terra piatta) di Edwin Abbott Abbott, la storia di un quadrato che intraprende un viaggio nelle dimensioni superiori.
Anche Rucker ci propone, come Abbott, un viaggio alla scoperta di una dimensione ulteriore rispetto alle tre cui siamo abituati. Il suo procedimento, in estrema sintesi, è semplice: se vogliamo disegnare un oggetto tridimensionale su una pagina bidimensionale, dobbiamo usare una diagonale. Un quadrato, sviluppato su una diagonale, diventa un cubo. Se usiamo anche la diagonale opposta, avremo un cubo quadridimensionale. Basterà fissare il disegno del cubo per qualche secondo, per coglierne tutte e quattro le dimensioni in una suggestiva illusione ottica. Come dire che il nostro cervello è dotato della categoria della quarta dimensione.
Dall’ipercubo all’iperspazio per uno scatenatissimo Rucker il passo è breve: nel nostro universo le distorsioni dello spazio abbondano grazie alla forza di gravità. Una di queste porte verso altre dimensioni è costituita dai buchi neri. Al loro interno potrebbe aprirsi quello che viene definito un ponte di Einstein-Rosen, una finestra su altri universi. Come si intuisce, il confine fra scienza e fantascienza è molto labile, cosa che però non spaventa Rucker che si diverte a costruire suggestive ipotesi di iperspazi. Il gioco si fa più pesante quando entra in ballo la dimensione temporale. Viaggi nello spazio-tempo, sincronicità junghiana, telepatia: Richter si confronta con disinvoltura e leggerezza con ipotesi anche azzardate, ricordandoci che la realtà è sempre molto più complessa di come la percepiamo e che non smetterà mai di sorprenderci.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Fisica dei quanti e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...