La casa editrice Astrolabio torna su uno dei suoi cavalli di battaglia, Lacan, del quale sta pubblicando da tempo i Corsi tenuti da Jacques-Alain Miller dal 1981 al 2011 presso il Dipartimento di Psicoanalisi dell’Università di Parigi VIII. “Dunque” (pag. 404, euro 34) a cura di Antonio Di Ciaccia, affronta il tema della conclusione dell’analisi Ma quand’è che si arriva alla fine dell’analisi? Per Miller la cura termina quando il paziente non domanda più niente all’analista, per la precisione quando si arriva “a una sparizione profonda, radicale, autentica della domanda” a proposito dell’uscita dalla cura.
Va subito detto che la scrittura di Miller, genero di Lacan, è tutt’altro che agevole, riflettendo ovviamente la complessità delle teorie di Lacan. Tra i temi più interessanti vale la pena di segnalare la diade “madre-donna”. Per Miller i due termini sono in netta contrapposizione, o madre o donna. “L’esperienza psicanalitica – scrive Miller – ci porta casi in cui il rifiuto della maternità è inconscio, in cui una donna che vuole essere madre, che lo enuncia, prova tuttavia l’impossibilità a diventarlo, e per ragioni che non dipendono dalla fisiologia. In sostanza, la maternità sarebbe un rifiuto della femminilità, che per di più si accompagnerebbe in certi casi “al rigetto del maschio come sposo”. Il desiderio di essere madre nel soggetto femminile è d’altra parte di un’intensità del tutto incomparabile con il desiderio di essere padre nel maschio.
Ma la contrapposizione fra madre e donna trova conferme anche nell’atteggiamento dell’uomo: “la maternità può condurre l’uomo che ha reso madre quella donna a non poter più avere con lei rapporti sessuali…Nell’inconscio – scrive Miller – la madre dei suoi figli può confondersi con la propria madre, mettendolo in difficoltà nella relazione sessuale”. E ancora: “Capita che una maternità spenga in una donna la femminilità. Ma se l’uomo non riesce a far sì che la madre dei suoi figli si senta donna, può temere che ella trovi altrove, nell’Altro uomo, la relazione al fallo che le occorre. Bisogna anche dire – conclude Miller – che alcuni uomini riescono a trasformare la loro sposa in madre, senza darle dei bambini cioè proponendo sé stessi in quel posto. E’ un rischio, un grosso rischio”.