SE EINSTEIN AVESSE SAPUTO di Alain Aspect

Questa volta Cortina Editore si è superato: la pubblicazione di “Se Einstein avesse saputo” (pag. 336 euro 25) è davvero un bel colpo editoriale: i primi passi della fisica quantistica, e in particolare la disputa sull’entanglement tra Einstein e Bohr, fino agli ultimi esperimenti di Bell degli anni 80, sono raccontati da Alain Aspect, premiato con il Nobel per la fisica nel 2022, laureatosi quarant’anni prima in fisica proprio con Bell. In parole povere, la fisica quantistica raccontata da uno dei protagonisti del ventesimo secolo.

La schermaglia tra i due grandi fisici è andata avanti per quasi trent’anni: alla fine come vedremo l’ha spuntata la versione di Bohr, non perché Einstein non fosse all’altezza del suo “rivale”, tutt’altro, ma semplicemente perché la fisica dagli anni Sessanta in poi ha tratto un vantaggio incommensurabile dall’uso di nuove tecnologie che hanno permesso di verificare la bontà della teoria elaborata da Bohr e poi supportata da Bell nei decenni seguenti.

Einstein, pur avendo impresso una grandissima svolta alla fisica subatomica con la elaborazione della teoria quantistica della luce e della sua struttura in fotoni, non mandò mai giù le linee fondamentali della meccanica quantistica che avevano una base fortemente probabilistica. “Dio non gioca a dadi” è il suo commento fulminante all’interpretazione della scuola di Copenaghen di cui Bohr è il leader indiscusso. Non accetta che di una particella si possa conoscere, secondo il principio di indeterminazione di Heisenberg, solo la posizione e non anche la velocità, e viceversa. Come non accetta l’introduzione della funzione d’onda da parte di Schroedinger, secondo cui di una particella troveremo all’atto della misurazione un ventaglio di possibilità ma non la certezza della sua posizione.

La disputa tra Einstein e i sostenitori della fisica quantistica si sposta negli anni al fenomeno dell’entanglement, il fenomeno che vede due particelle lanciate in contemporanea mantenere anche a distanza una relazione: se misuriamo la velocità di una delle due particelle, l’altra avrà in quel momento la stessa velocità ma con segno opposto. Einstein non accetta questa influenza a distanza e sostiene che la seconda particella abbia già originariamente la stessa velocità, mentre per i fisici quantistici la relazione tra le due particelle è istantanea e avviene al momento della misurazione sulla prima particella.

La discussione andrà avanti per molti anni senza che si trovi un punto di concordanza. Come ci spiega l’autore Alain Aspect, la svolta inizierà negli anni Sessanta e proseguirà passo dopo passo fino al 2015, quando una serie di esperimenti consentiti dall’evoluzione della tecnologia porterà a confermare quanto già previsto dai fisici quantistici al tempo della disputa con Einstein. Protagonisti di questa svolta John Bell e Alain Aspect. Quest’ultimo nel 2022 riceverà il Nobel per la fisica insieme a John Clauser e Anton Zeilinger proprio per le sue scoperte sull’entanglement.

Leggere quanto accadde direttamente dal resoconto di uno dei protagonisti della disputa scientifica è davvero un’occasione imperdibile anche se, come spesso  accade, il livello di difficoltà dell’argomento è davvero molto alto. Ma bisogna riconoscere che Aspect si sforza di mantenere una chiarezza apprezzabile e anche il lettore meno attrezzato è in grado di seguirne il racconto, fatta eccezione per le parti più strettamente tecniche. Vale la pena in proposito di riportare le poche righe di introduzione che Aspect scrive nella presentazione del libro: “Questo libro è stato scritto principalmente per un pubblico di non specialisti che desiderano saperne un po’ di più su come la fisica quantistica cambi la nostra visione del mondo. Ho comunque voluto condividere con le persone più esperte alcune riflessioni o spiegazioni un po’ avanzate, che richiedono almeno il livello di un diploma di maturità scientifica. Le troverete nei box, nei supplementi e  nelle note a piè di pagina che iniziano con la formula “Per esperti”.

 

 

 

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