Jung e la sincronicità, un convegno a Pozzuoli

jung_01Convegno internazionale su Jung e la sincronicità sabato 29 ottobre 2016, ore 9.30-13.30, a Palazzo Serra di Cassano per iniziativa di Antonio Vitolo, col Patrocinio dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, dell’Associazione Italiana di Psicologia Analitica e della rivista “Tempo d’Analisi. Paradigmi junghiani comparati” (edizioni Ermes). I lavori sono incentrati nel tema “L’ideazione junghiana tra arti e scienze”, disseminato in una via di ricerca plurale.
In tempi di populismo e verticismo – scrive Antonio Vitolo nella presentazione del convegno – , di stravolgimento della vita e del pensiero dei singoli, tutti sormontati da una crisi economica globale, molti visibilmente ridotti a migranti in transito non turistico-non esente da terrore e semi di potenziale o reale terrorismo-, riflettere su una delle poche realtà che meritano la definizione di evento, parola ormai consunta, l’ideazione, è simile al meditare sul concepimento e la nascita di un bambino. In Siria, Afghanistan, Corea del Nord, Gaza, Europa occidentale, in Italia, a Napoli, i bambini non hanno vita facile. E tutelarne il diritto alla vita, alla crescita è giusto, necessario, laicamente sacro.

Alle origini della psicoanalisi e della psicologia analitica spicca la nozione di ‘complesso nucleare, edipico’, formulata da S. Freud, dopo un cenno epistolare rivolto a W. Fliess nel 1897, tra il 1908 e il 1910, entro lo scambio con C.G. Jung, il quale, dopo il distacco da S. Freud, focalizzò il tema archetipico del sacrificio, derivante dalla simbologia religiosa arcaica,Leitmotiv del Cristianesimo. L’intento dell’artista Paola Pitagora, del filosofo della scienza Silvano Tagliagambe, della mitologa Angela Arsena, del poeta Mimmo Grasso, degli analisti Antonio de Rienzo, Angelo Malinconico, Antonio Vitolo è di descrivere un peculiare passaggio della cultura europea, il momento del balenare dell’idea euristica di sincronicità in W. Pauli, Nobel 1945, e C.G. Jung, impegnati in una solidale ricerca, durata 26 anni (1932-1958).In una lettera del 7 novembre 1948 W. Pauli espone a Jung per la prima volta la congettura secondo cui se un individuo sogna la morte di una persona, in un luogo qualsiasi del mondo, può verificarsi in un tempo contiguo il declino o la morte di un individuo, sconosciuto al sognatore/alla sognatrice.
Su tale lettera (edita nel carteggio Pauli-Jung, a cura di A.M. Panepucci e A. Sparzani, Moretti e Vitali 2015) si riprende il dibattito avviato da Vitolo, che ha unito alla propria le considerazioni di S. Tagliagambe, M. Stein, Cl. Widmann, A. Malinconico intorno alle multiforme portata euristica della congettura, nella rivista ‘Tempo d’Analisi. Paradigmi junghiani comparati’, Ermes edizioni scientifiche, n.6, 2016, pp.48-50.
Accanto al versante scientifico della psicologia analitica, il versante umanistico mostra il travaglio compositivo del Liber Novus/Libro Rosso, opera sino al 2009 inedita di Jung, frutto di un’elaborazione durata dal 1913 al 1928, quando il dono di Das Geheimnis der goldenen Blüte ( Il segreto del fiore d’oro ) da parte del gesuita e sinologo Richard Wilhelm, ne interruppe definitivamente la stesura.Si schiudeva così una nuova linea d’orizzonte, porta all’Oriente. In quel libro, intessuto di temi archetipici, focalizzati da tutti gli oratori e le oratrici del Convegno, si dispiega il nucleo drammatico di alta valenza estetica della mente junghiana.
L’autorevole presenza di Paola Pitagora è un prezioso dono in sé e qualifica l’incanto d’un’artista affascinante,rigorosa,versatile,rappresentante della cultura italiana,a cui Mimmo Grasso e Angela Arsena affiancano la traccia ispirata della poesia e del mito e Antonio de Rienzo l’ermeneutica del sacrificio nella teoria e prassi junghiana.
Sul piano storico la ‘psicoanalisi estetica’, nata dall’equivalenza tra arte e riparazione in M. Klein e sviluppata da D.Meltzer con le nozioni cliniche di ‘oggetto estetico’, ‘conflitto estetico’,’ comprensione della bellezza’ viene nel Convegno accostata, in prospettiva comparativa, che si vorrebbe condivisa, al riferimento di Jung al sublime insito nell’alchimia psichica: dal Faust goethiano Jung deduce l’inizio incessantemente nuovo della vicenda mondana e l’inclinazione umanissima alla coniunctio, intesa come coincidentia oppositorum, sincronicità, simbolo di pregnante eminenza psichica e spirituale.
Un vertice, come rammentano P.Pitagora, A.Arsena e M.Grasso, che le arti sceniche, la scrittura in prosa e poesia, a mitologia custodiscono al più alto livello. Un inizio e una meta della salute psichica, soprattutto in tempo di guerra.

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